6/26/2006

 

Sfide Mondiali

Niente calcio qui, si parla di vino, ovvio...
Mi è rimasto in canna un post in risposta ad un articolo pubblicato sul blog Wine Blog di Bere il Vino, dove, come sempre accade, la colpa dei mali del mondo è sempre dei cattivi produttori di vino e, indovinate cosa, originalità massima, dei prezzi del vino!
Essendomi anche un po rotto di sentire la solita tiritera, ho provato a rispondere, ma, qui si che siamo originali, in quel blog la lunghezza dei post è limitata a non più di mille caratteri.
Quindi riprendo quel post che ho appena fatto su blog suddetto, altrimenti non si capisce bene, e sotto la mia risposta:

L'Unione Europea produce troppo vino? No Problem, la commissione europea ha la cura. Distillazione ed estirpazione dei vigneti. Avanti resto del Mondo!!! Prima o poi infatti, i vini provenienti dai "nuovi mondi" invaderanno l'Europa. Personalmente l'unica soluzione che intravedo per i produttori di vino, per superare questa crisi di mercato, è quello di puntare solo ed esclusivamente sul rapporto qualità/prezzo, che deve essere non ottimo, ma eccellente. Specialmente nei periodi di crisi economica generale come quella che stiamo attraversando in questo momento. Oggi, il consumatore medio, che compra una bottiglia di vino per il suo consumo giornaliero, cerca costantemente vini dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Ciò si verifica anche nei ristoranti, dove il prezzo medio dei vini acquistati è decisamente medio basso. Si vendono benissimo vini con prezzi compresi tra i 10 e i 20 euro, e rimangono in cantina tutti gli altri. I vini di fascia medio alta infatti, si comprano solo nelle occasioni speciali, o per fare solo un tantino di “scena”. Riflettete carissimi produttori di vino!!!

Veramente la proposta della Commissaria all'agricoltura va, finalmente, nella direzione di abolire i premi alla distillazione, in quanto incentivi alla sovraproduzione di vini senza qualità.Per quanto riguarda i prezzi dei vini, siamo alle solite, come si parla di crisi dei consumi si parla dei prezzi come cura definitiva e risolutiva.Posto che dire che bisogna fare dei vini dal rapporto qualità/prezzo buono, anzi eccellente è giusto, e anche banale se mi permette, visto che questo è vero per tutti i prodotti di tutti i settori della vita economica, mi sorprende sempre rendermi conto di come nessuno mai pensi che uno dei problemi mai, seriamente, affrontati, è quello della promozione. Se c'e' una cosa che noi italiani facciamo male, specialmente nel vino, è la promozione a livello internazionale. E' li, sulle tavole del resto del mondo che si gioca la partita del futuro del vino, ed è lì che noi italiani arriviamo in ordine sparso, senza coordinamento, senza conoscenza dei mercati (nuovi e vecchi). Quello che, fino ad oggi, ha tirato la carretta all'export di vino è stata la straordinaria, amatissima nel mondo, cucina italiana ed, ricordiamolo, emigrazione italiana. Perché siamo forti in USA, perché siamo, stati e speriamo di esserlo ancora nel futuro, forti in Germania? E' stato grazie a quei milioni di connazionali che si sono stabiliti con fatica in quei paesi, e che poi hanno avuto la forza e l'intuizione di portare il frutto della grande cultura materiale italiana, la cucina amata in tutto il mondo.Ora però è tempo di raccogliere nuove sfide, che si giocheranno in altri paesi, come la Cina e l'India, dove il concetto di cucina, persino di cibo, è diverso dal nostro ed è fortemente radicato in una cultura persino più antica e prestigiosa (da un punto di vista culinario) della nostra. Li' si deve cambiare approccio, anche culturale, per la promozione. E servono risorse, non solo finanziarie, ma anche e sopratutto organizzative ed umane.
Siamo pronti?Ho paura che non lo siamo ancora. Ma se non vinciamo questa sfida, hai voglia a produrre vini da un euro, saremo perdenti sempre.

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