5/18/2006

 

I soldi del vino

Mentre si parla di crisi di competitività, di promozione delle produzioni tipiche, di lotta ai trucioli (che bello poter parlare male di qualcosa sapendo che tutti saranno d'accordo con te), e di mille altre cose, ecco dove vanno i soldi, quelli veri, del vino in Europa:

"La Francia ha chiesto di distillare 4 milioni di hl, di cui la metà di vini da tavola e il resto di qualità, da pagarsi rispettivamente 2.500 e 4.000 euro all’ettanidro: due prezzi considerati piuttosto elevati a Bruxelles, che dovrebbe sborsare complessivamente 128 milioni, oltre un decimo dell’insieme delle risorse che il bilancio di quest’anno destina al settore vinicolo.L’Italia ha chiesto (senza indicare prezzi) di distillare 3 milioni di hl di vini da tavola e 100.000 hl di Vqprd.La Grecia invece ha chiesto la distillazione di crisi per 200.000 hl di vini comuni e 300.000 di Vqprd.Nessuna nuova richiesta da Spagna e Ungheria, che lo scorso anno ebbero piena soddisfazione alle loro esigenze. Il totale del prodotto da togliere dal mercato, in base a queste richieste, arivva dunque a 7,6 milioni di hl"

Totale spesa prevista, circa 300 milioni di euro. Il tutto per produzioni che evidentemente non hanno mercato.
Ma che altettanto evidentemente continueranno ad esistere finché la UE tirerà fuori centinaia di milioni di euro per sovvenzionarle.

Sarebbe veramente impossibile rompere questa catena che ci inchioda ad un circolo vizioso e spendere quei soldi per cose come, che so, ricerca e sviluppo, promozione, ecc. ecc.?

Possibile che un Europa che a parole si dichiara liberista e difensore del libero mercato non possa uscire da questa ipocrisia?

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